Beni Culturali e Ambientali

Abbazia di San Clemente a Casauria – Castiglione a Casauria (Pe)

By 4 Maggio 2021No Comments

L’abbazia di San Clemente a Casauria rappresenta il gioiello dell’architettura romanico-gotica abruzzese.

Ancora oggi con le sue preziose forme romanico-gotiche testimonia il potere economico e politico posseduto un tempo. Molte notizie riguardo il complesso possono trarsi dal Chronicon Casauriense il libro che ripercorre le vicende dell’abbazia dalle origini al 1182, redatto per volontà dell’abate Leonate dal monaco Giovanni e scritto e miniato dal monaco Rustico; nella narrazione il monaco ricorre anche al prodigio, alla leggenda, al fantastico, elementi dai quali comunque è possibile trarre il dato storico.

L’abbazia fu costruita per volontà dell’imperatore Ludovico II, edificata in posizione strategica lungo il tracciato della via Claudia Valeria a partire dal 873, l’abbazia divenne presto il baluardo meridionale dell’impero franco. A seguito dei danni causati dalle incursioni saracene, nel 951 la basilica fu ampliamente restaurata per poi essere di nuovo fortemente colpita dal terremoto del 990 e ricostruita nel 1025 sotto l’abate Guido.

Venne dedicata a San Clemente, in occasione del trasferimento delle spoglie del Papa Martire. Nel 1105 l’Abate Grimoaldo fece riconsacrare il complesso. Ma la fabbrica attuale si deve all’Abate Leonate che, dalla seconda metà del XII secolo, promosse la rinascita dell’abbazia chiamando maestranze cassinesi di grande valore artistico. San Clemente divenne un centro importante, quasi quanto Montecassino.

Situato all’estremo versante orientale del Gran Sasso, il complesso benedettino ha uno schema longitudinale a tre navate con transetto, coro e portico. All’esterno, sul solenne prospetto del portico si aprono tre archi di gusto borgognone in corrispondenza dei portali, impreziositi da ornamenti e figure; quello mediano è chiuso da battenti in bronzo databili al 1191, sui quali si ammirano 48 delle 72 lastre originarie. All’interno balza all’occhio, nella navata centrale, lo sfarzoso pulpito del XII secolo, con ricercati fregi decorativi che inquadrano magnifici rosoni; di particolare interesse anche il candelabro per il cero pasquale e il ciborio trecentesco alle spalle dell’altare maggiore, ricavato da un sarcofago paleocristiano adorno di motivi floreali.

L.T: 03-02-2021