Beni Culturali e Ambientali

Caporciano

By 30 Novembre 2023No Comments

La scoperta di Caporciano, in provincia dell’Aquila, inizia dalla pianura su cui il paese, dal crinale dove sorge, pone lo sguardo affettuoso.
Vi trovate nei pressi dell’altopiano di Navelli, fra i contrafforti del Gran Sasso d’Italia, della valle dell’Aterno e del Sirente. Siete pronti per il viaggio?

Sul vasto e variegato pianoro trovate una pieve meravigliosa: è la chiesa tratturale cinquecentesca di Santa Maria di Centurelli. In tempi di transumanza, svolgeva la funzione di una vera e propria stazione di servizio, posta nel punto di diramazione fra il Tratturo Centurelle-Montesecco e quello più importante, il Tratturo Magno, che con i suoi 244 km collegava L’Aquila a Foggia e su cui le greggi provenienti dai massicci del Gran Sasso, venivano convogliate verso i pascoli del Tavoliere delle Puglie. 

Andate a scovare, alle spalle del monumento, un cippo in pietra su cui è incisa la scritta RT101, Regio Tratturo 101, una testimonianza emozionante che riempie di significato la vostra visita e la scoperta del territorio.
Salite ora al borgo, che conserva tutte le caratteristiche dell’abitato medievale, composto da due nuclei: quello originario è legato a una fortificazione a “torre murata” poligonale, trasformata in seguito in campanile, l’altro invece, con la successiva espansione, digrada verso la pianura sottostante. 

Visitate la chiesa di San Pietro, fondata nel 1200, che custodisce uno splendido ciborio gotico, tre edicole con le medesime fattezze e numerosi affreschi del ‘300 e del ‘500, mentre la parrocchia di San Benedetto Abate, eretta sui ruderi del castello, si presenta all’esterno di estrema semplicità, con l’interno elegante, risultato di una armonica fusione tra il gusto neoclassico e quello rinascimentale.
Non perdete l’annesso oratorio della Confraternita dell’Addolorata, interamente affrescato con opere settecentesche. 

Spostatevi nella vicina frazione di Bominaco per non perdere la visita all’oratorio di San Pellegrino (ribattezzato la Cappella Sistina d’Abruzzo) con gli interni interamente coperti da affreschi: una sinfonia di forme e di colori che, insieme a quelli della vicina chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa, rappresenta una testimonianza importante della pittura medioevale abruzzese. 
L’oratorio, parte di un complesso monastico che comprende anche la vicina chiesa di Santa Maria Assunta, fu probabilmente edificato nel 1263 dall’abate Teodino, come testimonia un’iscrizione sulla parete di fondo. 
Carlo Magno dotò la chiesa di possedimenti terrieri e la donò in seguito all’abbazia di Farfa, dalla quale alcuni monaci vennero per fondare una comunità monastica. 

Siete di certo storditi dall’inaspettata bellezza del monumento perso nella natura e avete bisogno di mettere qualcosa sotto i denti. Eccovi accontentati.
Tante sono le preparazioni culinarie che trovate sulla tavola di Caporciano, trionfo della naturalità e della genuinità. I primi piatti, rigorosamente preparati con pasta fatta in casa, sono gli gnocchi, le fettuccine, i maccheroni alla chitarra, conditi con salse ai funghi, al tartufo o allo zafferano, di cui il territorio è ricco con coltivazioni d’eccellenza. 
Non trascurate la grande varietà di formaggi tipici, le saporite carni di agnello, di castrato, i noti arrosticini e la tradizionale produzione di salumi di ogni genere. 
Un assaggio finale sono le dolci “pizzelle”, spesso riempite da queste parti con un impasto a base di miele e di mandorle tritate.

Cos’altro vedere:

  • La chiesa della Madonna Addolorata
  • La chiesa di Santa Maria Assunta, Bominaco
  • Il recinto di difesa, a Bominaco