Beni Culturali e Ambientali

Chiesa di San Giovanni Ad Insulam ( Isola Del Gran Sasso (te)

By 4 Maggio 2021No Comments

La Chiesa di San Giovanni Ad Insulam (o al Mavone) sorge su una collinetta accanto al fiume Mavone nell’omonima valle, immersa nel verde.

Venne fondata probabilmente tra l’XI e il XII secolo assieme al diruto monastero benedettino.

E’ uno dei primi esempi di quel modello a terminazione orizzontale con archetti pensili che diverrà tipico dell’architettura abruzzese e non solo. Delle sue origini non conserviamo notizie indirette da un decreto del 1184 emesso dal papa Lucio II per risolvere la questione di attribuzione di poteri e proprietà tra il vescovo e l’abate. 

L”edificio  è rimasto integro perché è riuscito a sfuggire ai pesanti interventi e rifacimenti dell’epoca barocca. L’intero organismo si compone di una cripta e della chiesa superiore. La cripta  costruita nel XI secolo, è di chiara impronta benedettina. La chiesa superiore appartiene ad una seconda fase costruttiva relativa al XII secolo e si presenta a tre navate con un’abside.

Nell’abside è presente l’ affresco del Redentore tra Maria e S. Giovanni Battista del 1421.

Sulla facciata si aprono un portale, una finestra rotonda e due bifore che richiamano i modi della scuola di San Liberatore a Maiella. Il portale principale, ascrivibile alla prima metà del XII secolo, presenta otto formelle incastrate negli stipiti che rappresentano figure demoniache e bestiali, molto diffuse nelle decorazioni delle chiese del XII secolo, che assumono un significato simbolico. Le due formelle in basso raffigurano due leoni minacciosi l’uno di fronte all’altro. Sullo stipite di destra, al di sopra del leone stanno due colombe, un grifo rampante su foglia stilizzata, ed un drago che divora un serpente. Su quello di sinistra sul leone stanno: un drago, una leonessa con la coda rialzata, e due uccelli mostruosi.  L’architrave è decorato con foglie di acanto silvestre, rosette e palme a ventaglio racchiuse in gambi che spuntano dalla bocca di strane figure poste alle estremità. L’archivolto presenta il motivo dell’acanto classico con grandi volute contenenti fiori che si originano da due foglie piene che ricordano quello di  San Clemente al Vomano e piccoli bocciuoli che ricordano il  portale di Santa Maria in Cellis.

 L.T. 28-01-2021