Beni Culturali e Ambientali

Chiesa di Santa Maria di Cartignano – Bussi sul Tirino (Pe)

By 4 Maggio 2021No Comments

La chiesa di Santa Maria di Cartignano dell’undicesimo secolo conquista col suo fascino lo sguardo del visitatore.

Il documento più antico è un atto di donazione del 1021 nel quale si fa menzione di una cella di san Benedetto, ossia una piccola chiesa di campagna. Nel 1065 la cella divenne un vero monastero.

Intorno al 1390 fu Francesco Cantelmo, conte di Popoli e barone di Bussi, a nominarne il rettore. Abbandonata dai cassinesi la chiesa divenne grancia di S. Liberatore a Majella.

Verso la metà del XVIII secolo la chiesa di Cartignano passò ai monaci Celestini del Morrone. Nel 1770 la chiesa  presentava una struttura “a tre navi, con due altari laterali, con sacrestia, con una porta grande alla parte di settentrione, con un’altra piccola all’oriente e con rendita di duecento ducati”. In seguito a lavori di scavo e ad interventi di restauro nel corso dell’ultimo secolo è stato parzialmente ricostruito l’edificio, che oggi presenta un impianto rettangolare a tre navate. L’aggiunta di una copertura lignea ha reso possibile ricollocare in posizione originaria una finestrella che permetteva l’illuminazione dell’interno. Nella navata sinistra è stato ricostruito anche l’altare che doveva fare coppia con uno simile nella navata opposta. Un altro piccolo altare in pietra si trova nella navata centrale. La chiesa termina in un’abside che all’interno era decorata da un affresco (in foto) oggi conservato al Museo Nazionale di L’Aquila. Il portale è molto semplice; sia l’architrave sia la lunetta sono lisci e privi di decorazione ad eccezione di una foglia. Al centro della facciata c’è un rosone costituio da otto colonnette disposte a raggi. Dalle fonti inoltre risulta che le campane fossero due. L”edificazione della chiesa è anteriore al 1021 mentre l’ampliamento e l’ammodernamento risale al XIII secolo sotto l’influenza delle nuove correnti artistiche del gotico cistercense. Accanto all’edificio si trovano resti di un’antica costruzione che poteva avere funzione di foresteria tipica delle chiese tratturali oppure  di “stanza del romito” e quindi abitazione dell’eremita. Oltre all’affresco dell’abside raffigurante Cristo benedicente in trono tra la Madonna e San Giovanni, sono stati riportati alla luce altri piccoli affreschi raffiguranti S. Nicola, S. Benedetto, S. Agata, S. Paolo, S. Amico, S. Mauro e S. Pietro, un bassorilievo lapideo che rappresenta il tema pasquale, oggi conservato nella chiesa di santa Rita a Bussi, rappresentato attraverso i simboli dell’agnello e della croce, la morte e la resurrezione attraverso una figura sospesa sul lato destro. Alla base sono due leoni, simbolo del sacrificio di Cristo e della sua vittoria sulla morte, la statua policroma della Madonna con il Bambino, custodita presso la chiesa di S. Rita-, blocchi di pietra locale con iscrizioni di epigrafi di età romana.

L.T. 28-12-2020