Beni Culturali e Ambientali

Colledara

By 30 Novembre 2023No Comments

Se volete conoscere la Valle Siciliana – che non ha niente a che fare con la Sicilia visto che siamo in Abruzzo – dovete cominciare da Colledara la porta d’ingresso del territorio. 
Siete sul versante settentrionale del Gran Sasso d’Italia dove si estende la valle del Mavone, il cui nome storico è appunto Valle Siciliana. Dovete sapere che nei pressi di questa valle passava la Via Caecilia, antico asse viario di collegamento tra Roma e Giulianova, e da qui, nel tempo, probabilmente per un errore di trascrizione, la zona è diventata “siciliana”. 

La “nostra “Colledara”, che si trova su un poggio da cui potete vedere il Gran Sasso in una delle sue più impressionanti posizioni, fu frequentata sin dall’antichità: lo raccontano numerosi reperti risalenti all’età del ferro e al periodo romano, rinvenuti nei pressi. 
La sua storia è tutta racchiusa nel borgo di Castiglione della Valle, un tempo centro importante e popoloso, noto da fonti antiche col nome di Castrum Leonis Vallis Sicilianae, e oggi quasi completamente disabitato. Qui, secondo la leggenda – ma ci sarebbero conferme storiche da parte di alcuni studiosi – si fermò nel 1499 Lucrezia Borgia, in fuga dalle truppe del fratello Cesare, il famigerato Duca Valentino, che avrebbe anche combattuto una battaglia nel vicino borgo di Chiarino contro l’irrequieta popolazione.

Nella minuscola e silenziosa frazione, ammirate nella piazza medievale la chiesa di San Michele Arcangelo risalente al XII secolo, con l’interno barocco decorato da affreschi settecenteschi, uno splendido soffitto in legno della stessa epoca e un prezioso organo del 1797. 
A tre chilometri da Ornano Grande, altra frazione del Comune, visitate la parrocchiale di San Giorgio attestata fin dal XII secolo, con una particolare facciata e, all’interno, notevoli altari barocchi. 

A Colledara, invece, non perdete la chiesa di San Paolo, edificata nel corso del secolo XVI e più volte ristrutturata, mentre nella frazione di Villa Petto – fondata dopo la distruzione della romana Pitinia che sorgeva alla confluenza del Mavone con il Vomano – potete vedere i resti dei bastioni e della torre dell’antico castello.
L’appuntamento con la gastronomia di Teramo e della sua provincia, vero e proprio impero dei sensi, è irrinunciabile. Aprite il pranzo con il timballo di scrippelle o con i maccheroni alla chitarra, lasciando un posticino anche alla tradizionale porchetta, morbida, aromatica e genuina, che viene sapientemente preparata e cotta negli antichi forni, specie in quelli della frazione di Collecastino dai locali maestri porchettai. Una tradizione che qui si tramanda da oltre 150 anni.