Siete quasi al confine con il Molise e se alzate lo sguardo non vi sfugge Dogliola, minuscolo borgo tra le pieghe di uno sperone roccioso, sul versante sinistro della valle del Trigno. Il fiume a divisione delle due regioni.
Le sue origini sono misteriose anche se, in alcuni punti del territorio, è stata documentata l’esistenza di ville e di residenze risalenti al tardo impero d’epoca romana e, nell’area di Monte Moro, è affiorata un’estesa necropoli con diverse suppellettili di carattere funebre.

Le prime fonti accertate risalgono al XII secolo quando il castello e la comunità di Dogliola furono donati nel 1115 da Ugo di Grandinato a Giovanni, abate di Sant’Angelo in Cornacchiano, al quale i cittadini si ribellarono dopo qualche tempo. L’autorità venne ristabilita solo con l’aiuto concesso ai frati benedettini dai vassalli di Palmoli a pochi chilometri.
Tutto il Medioevo che c’è in questo paese lo potete cogliere dalle sue fortificazioni e dalle case, strette una all’altra, come una maglia, e disposte a spina rispetto all’asse viario principale. L’abitato delle epoche successive, invece, è più “rilassato”, disponendosi intorno alla piazza San Rocco, lungo i tre assi viari di collegamento con le località limitrofe.

Il Palazzo della Fazia, che nel XVI secolo inglobò le strutture dell’antico castello, è posto alla porta di accesso del borgo ed è oggi un’abitazione privata. 
Sempre lungo la strada di accesso, osservate la Fontana Vecchia, di origini arcaiche, che ha subito vari interventi conservativi, tanto da apparire oggi moderna.
Andate avanti e individuate la chiesa di Santa Maria delle Grazie o di San Rocco, edificata a partire dal 1805, con la facciata ornata da un semplice portale; all’interno notate gli stucchi in stile neoclassico, i dipinti realizzati da Nicola Sigismondi di Lanciano, e le sculture lignee databili tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. 

Diciamo che il patrimonio culturale del borgo finisce qui, ma c’è tutto un altro mondo da esplorare, quello immateriale dei riti e del folclore, su cui Dogliola è preparatissima.
Se siete in zona ad agosto, non perdete la Sagra deL’ Turc’nill”, tipici dolci dogliolesi di pasta attorcigliata a mano e fritti, o la Festa del Grano, “d’lu Ganopp’l’”, con sfilata di carri, figuranti in costume d’epoca e offerta finale di prodotti tipici da degustare, come le tradizionali “Pallotte cac’e ove”, polpette con pane, formaggio e uova.
In onore di San Giuseppe, invece, vengono distribuite “l’pan’ttoll”, squisite pagnottelle, tipiche dogliolesi