Beni Culturali e Ambientali

Gessopalena

By 30 Novembre 2023No Comments

Un “borgo di gesso” solitario racconta la sua storia dall’alto di uno sperone roccioso e quando soffia il vento le case interrate sembrano parlare.
Ci siete mai stati? Se la risposta è negativa preparatevi subito a partire alle volte di Gessopalena, in provincia di Chieti, che vi mette a disposizione un territorio ricco di sorprese e carico di emozioni. 
Il paese “moderno” disposto ad anfiteatro si erge a 654 metri d’altezza, sul lato orientale della Maiella, svelando un crinale di roccia gessosa, posto più in alto dell’abitato, dove “risposa” l’antico borgo di origine medievale progressivamente abbandonato a partire dal XIX secolo. 

Un museo a cielo aperto di abitazioni di gesso, che potete esplorare raggiungendolo da via Castello e da via Roma, con locali, scale, nicchie, camini, muri, scavati nel gesso misto a pietra calcarea e arenaria, e avvolti da un assordante silenzio che parla ancora di chi abitò in quelle case pietrose protese verso l’immenso cielo.
Di fronte a voi si estende la valle dell’Aventino, piena di luce nelle giornate più terse, che si riflette come uno specchio sulle rocce cristalline del territorio, da cui si ricava il bianco materiale di solfato di calcio. Il nome Gessopalena, infatti, deriva dalla parola latina gypsum, gesso.

Qui, tra i cadaveri delle abitazioni, resi ancora più scheletrici dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, va in scena ogni anno la Crocifissione del Signore, in un’atmosfera di struggente pathos. Se siete in zona nel periodo pasquale non perdetela. 
C’è un’altra gigantesca pietra “parlante”, che dovete vedere, si chiama La Morgia, ma i locali l’hanno ribattezzata “lu leon” perché ricorda la forma di un leone accucciato.

La raggiungete nella contrada omonima, sulla via che collega Gessopalena a Torricella Peligna, dove si presenta ai vostri occhi in tutta la sua solitudine, come il borgo di gesso. Un piccolo “Ayers Rock abruzzese”, che ricorda il gigantesco masso al centro dell’Australia.
Si tratta probabilmente di una roccia che milioni di anni fa si è staccata dalla Maiella rotolando a valle, nei millenni “nutrita” dalle comunità locali con leggende e racconti mitici: come quello con al centro l’eroe biblico Sansone, che si caricò il masso sulle spalle portandolo da Palena a Gessopalena, lasciando anche un’impronta del piede. 

Sulla roccia – usata in diverse epoche per estrarre pietre da costruzione, specie dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando gran parte dei paesini doveva essere riscostruita – trovate con vostra sorpresa l’installazione dello scultore greco Costas Varotsos: un’opera in vetro azzurrino lunga 40 metri, realizzata tra il 1996 e il 1997 e collocata nella “ferita” inferta al masso da un’esplosione durante la guerra.
Dopo tutte queste emozioni, arriva il tempo di nutrirvi, non con le leggende, ma con la cucina tipica della provincia di Chieti come i maccheroni alla chitarra, le cosiddette rape strascinate e i fiadoni, il tutto innaffiato dagli ottimi vini realizzati con vitigni autoctoni, come il Nero Antico e la Vedovella Nera.

Cos’altro vedere:

  • Il Museo Parrocchiale Madonna dei Raccomandati
  • Il Lago Sant’Angelo