Beni Culturali e Ambientali

Giuliano Teatino

By 30 Novembre 2023No Comments

Amanti delle ciliegie, unitevi sotto il cielo di Giuliano Teatino
Qui, su un colle ricco di vigneti, ai piedi della Maiella e a pochi chilometri dal mare, vanno in scena i deliziosi frutti, simbolo della primavera e ricchi di vitamina C e di magnesio, di cui il borgo in provincia di Chieti è leader nella produzione (con Raiano, nell’Aquilano), catalogata come “Prodotto agroalimentare tradizionale “(PAT).
Vi trovate in un vero e proprio “canestro” gigante di ciliegie, la cui coltivazione interessa parte del territorio del borgo, ma anche quello di Canosa Sannita, Ari, e Torrevecchia Teatina.

Sono infiniti ettari, che con un tocco di magia primaverile si colorano con la tinta amaranto dei succosi frutti, coltivati fino alla fine degli anni ‘60 soprattutto per l’industria dolciaria, come dimostra tuttora la presenza nella zona di alcune strutture per la trasformazione. In seguito, la coltura è stata riconvertita con varietà da destinare al consumo fresco, per la vostra gioia e per tutti gli appassionati.
Anticipate perciò le vostre vacanze agostane e venite qui la prima settimana di giugno, così da poter partecipare alla manifestazione, che di solito si svolge in questo periodo (ma controllate sempre le date sul sito del Comune) con sfilata di carri allegorici, prodotti tipici, dolci “ciliegiosi” e un concorso di pittura molto seguito.

Un’occasione per visitare il centro del paese, (che venne in parte distrutto nel 1843 per un tracollo del terreno) con la chiesa di Maria Assunta e del Carmine, dalla facciata in laterizio con al centro un orologio.
Nelle omonime contrade, trovate la chiesa di San Rocco e quella di Santa Maria delle Neve, dalla facciata a capanna con al centro un portale e una finestra incorniciata.

A tavola, non potete certo mangiare solo ciliegie, ma gli altri prodotti tipici che il territorio riserva, come le “Sagne e fagioli” e la “Pizza Scimije” (çime) una focaccia senza lievito, molto bassa e croccante tipica dell’antica tradizione abruzzese. Nel dialetto frentano açime significa azzimo. 
A conclusione, assaggiate i “Taralli di Sant’Antonio”, la cui ricetta è tutt’ora segreta. Durante la festa del Patrono i deliziosi manicaretti vengono appesi ai nastri che decorano il carro su cui la statua del Santo sfila in processione.

Non trascurate gli “alcolici” perché vi trovate in una delle “Città del Vino”, iscritta alla prestigiosa associazione nazionale. Rosso, rosato o bianco, non avete che l’imbarazzo della scelta. Basta che i vitigni siano Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo.
Come le ciliegie, ambasciatori di qualità, d’impegno, di bellezza, in un territorio laborioso che merita la vostra attenzione.