Beni Culturali e Ambientali

Grotta delle Praje

By 30 Novembre 2023No Comments

Il sito ipogeo della Grotta delle Praje si trova nel Comune di Lettomanoppello ed è uno degli ipogei più importanti della Provincia di Pescara.
La Grotta delle Praje storicamente è un ipogeo notevole interesse in quantoda sempre conosciuta dai locali,è stata, altresì,oggetto di diverse esplorazioni. Tra gli illustri personaggi che l’hanno visitata ricordiamo due casi. Il primo lo scrittore Pasquale De Virgiliis che nel 1837 pubblicò sul “Giornale Abruzzese” una descrizione del “ramo alto più facile” della grotta. Il secondo l’esploratore chietino Giovanni Chiarini che nel 1874, da studente di Ingegneria, pubblicò la sua relazione nel “Rendiconto” dell’Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche.
L’accesso della Grotta delle Praje è collocato praticamente sul piano di calpestio del terreno, in corrispondenza di un’apertura nella roccia calcarea. Da questo pozzetto erososi naturalmente in prossimità della copertura della grotta e con tutta probabilità allargato artificialmente per facilitare l’ingresso, si percorre in discesa una breve scalinata scavata nella roccia fino al cancello. Si prosegue fino ad entrare in una sala di discrete dimensioni che rappresenta l’iniziale punto di aggregazione dei gruppi di visitatori. Da questo punto inizia il percorso speleologico che dopo appena una ventina di metri si divide in due condotte. Sulla sinistra inizia il percorso speleo-turistico più ampio e diffusamente concrezionato. Sulla destra, invece, si accede al ramo più basso e impervio ricoperto da un limo sabbioso ocra scuro (il “fango delle Praje”). Quest’ultimo ramo è riservato a speleologi esperti opportunamente attrezzati.
Il ramo superiore speleo-turistico sulla sinistra è costituito da una galleria complessa in cui dal punto di vista geologico sono riconoscibili le diverse fasi morfologiche che nel corso del tempo hanno interessato la grotta. Dalla condotta a pieno carico è lentamente derivata una condotta di tipo vadosa e insatura lungo le quali la speleogenesi è proseguita con una fase clastica e sedimentaria.Sono presenti piccoli pozzi e camini e localmente alcune colate di bitume.
Il ramo superiore di interesse speleo-turistico ha un’estensione complessiva ammontante a circa 200 m. Dal bivio con il “ramo fangoso” dopo circa 45 m si giunge alla base di una colata calcarea, un tratto in salita che va scalato sfruttando le piccole fessure scavate nella roccia e i frammenti di stalagmiti. Da questo punto si accede ad un tratto pianeggiante in cui di solito è possibile trovare il primo piccolo laghetto che può essere di norma aggirato sul lato sinistro. Proseguendo in salita dopo circa altri 45 m si giunge ad una strettoia e subito dopo al secondo laghetto che nei periodi di notevole apporto idrogeologico può avere un’estensione di circa 12 m e arrivare a ricoprire l’intero pavimento. Entrambi i laghetti presentano comunque delle profondità irrisorie e il loro attraversamento in generale non comporta difficoltà sostanziali. Si prosegue ancora in salita, si attraversa un pozzetto profondo un paio di metri e al cambio di pendenza si entra nel tratto finale dell’ipogeo caratterizzato da accumuli fangosi. La grotta termina in una stanzetta fangosa dalla quale, sul lato destro, inizia un piccolo pseudo sifone in cui l’ingente accumulo di fango decantato ostruisce il proseguimento nella condotta oltre il sifone stesso. Tutto il percorso è caratterizzato da estesi concrezionamenti calcarei alternati a sedimentazioni di limo.
Purtroppo la Grotta delle Praje è stata oggetto di “furti” e danneggiamenti di vario tipo. Il suo facile accesso, il fatto che fosse da sempre conosciuta e fruita dai locali e la vicinanza con il centro abitato hanno fatto sì che numerose stalattiti e stalagmiti venissero con regolarità trafugate, a volte rotte e lasciate in posto in quanto troppo grandi da trasportare.
Relativamente alle emergenze faunistiche, nella Grotta delle Prajesono state rilevate diverse specie di mammiferi (roditori e mustelidi) quali istrici, faine, tassi, arvicole ma anche volpi. La grotta ad oggi non presenta colonie particolarmente numerose di Chirotteri nondimeno è vietata qualsiasi forma di disturbo agli individui presenti anche se isolati. È di vitale importanza evitare che la presenza di visitatori rappresenti una minaccia per la chirotterofauna, soprattutto nel periodo di ibernazione che va dal tardo autunno fino all’inizio della primavera. In tale periodo i Chirotteri, ibernandosi, riducono drasticamente le loro funzioni vitali ed una brusca riattivazione metabolica comporterebbe una loro morte certa.
Sempre per quel concerne gli aspetti faunistici e nello specifico la fauna invertebrata, risultano essere molto comuni sia le Cavallette di Grotta (Dolichodopageniculata) sia artropodi troglofili Tetragnathididel gruppo dei Meta Menardi. Ma la specie invertebrata più importante dal punto di vista conservazionistico è certamente il miriapodeTyphloiuluslonginquus, endemico della cavità ed unica specie italica del genere Typhloiulus.
Nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2021, la Grotta delle Praje è stata uno dei siti interessati dal progetto Interreg V-B AdriaticIonian ADRION denominato “Adriaticaves”, promosso dal Parco Nazionale della Maiella. Sono stati installati nuovi segnali, pannelli didattici ed è stato installato un nuovo cancello all’ingresso. È stata realizzata la scansione tridimensionale del ramo turistico della grotta e da questa è stato possibile realizzare dei virtual tour attualmente pubblicati sul portale web del Parco.