Beni Culturali e Ambientali

L’Aquila

By 30 Novembre 2023No Comments

Patria di artisti, santi, re, regine e arditi cavalieri, la storia de L’Aquila è quella di una città sempre proiettata verso il futuro e mai arrendevole. Una storia millenaria narrata dal cronista Buccio di Ranallo che, nelle sue Cronache del XIV secolo, racconta dell’assalto nel 1259 di Manfredi alla Città sorta tra il 1253 e il 1254 per volere di Corrado IV, sull’accorpamento dei contadi di Amiternum e Forconium
Circondata dall’abbraccio montuoso del Gran Sasso d’Italia e del Sirente Velino, al centro di una grande conca allungata attraversata dal fiume Aterno, il capoluogo abruzzese vi sorprenderà per la sua vivacità artistica e culturale e per la presenza di alcune tra le più monumentali chiese d’Italia.

Iniziate la passeggiata varcando Porta Napoli, uno dei principali ingressi nel centro storico, la più imponente delle porte urbiche, costruita nel 1820 utilizzando i resti della demolizione della chiesa di San Lorenzo de’ Porcinari. Il primo emblematico monumento che incontrate è il Palazzo dell’Emiciclo, che prende il nome dall’esedra neoclassica che caratterizza l’ingresso. Oggi sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo, fu realizzato nel 1888 dall’architetto Carlo Waldis, sulle basi di una chiesa seicentesca poi affiancata da un monastero. Proseguendo verso Corso Federico II sarete catapultati nella magnificenza di Piazza Duomo, il salotto buono della città. Ed è qui che potrete ammirare un indiscusso capolavoro del Settecento aquilano: la Chiesa delle Anime Sante o Santa Maria del Suffragio, del XVIII d.C., con il suo ricco repertorio pittorico e scultoreo. A contribuire in maniera sostanziale alla composizione scenografica di questo importante spazio metropolitano l’imponente facciata della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio ad oggi in fase di ricostruzione.

Tornate sul Corso che, superata la piazza, diviene Corso Vittorio Emanuele, che attraversa longitudinalmente il centro storico affiancato per un lungo tratto dai famosi portici fino ad arrivare alla Fontana Luminosa, due nudi di donna che sorreggono una “conca” abruzzese, realizzata nel 1934 dallo scultore Nicola D’Antino e così denominata per l’aspetto suggestivo che assume nelle ore serali grazie a un magico gioco di luci e acqua. A pochi passi, circondato da un verdeggiante parco, si offre al vostro sguardo, affascinante e imponente, il Forte Spagnolo, particolarissimo esempio dell’architettura militare cinquecentesca, ad oggi oggetto di un complesso intervento di restauro. Al suo interno nelle sale del Bastione Est potrete ammirare il maestoso guardiano del castello: lo scheletro quasi integro di un Elephas Meridionalis Nesti, noto come Mammut, rinvenuto nel marzo del 1954 nella Conca dell’Aquila. Costeggiando l’esterno del fossato sarà impossibile non notare il coloratissimo Auditorium del Parco, luogo per attività culturali cittadine realizzato e donato alla città dall’architetto Renzo Piano nel 2012.

Questa città circondata da uno scenario di bellezze naturalistiche è densa di storia e testimonianze artistiche e spirituali di cui massima espressione rappresentativa è la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, situata poco fuori l’abitato, edificata nel XIII-XIV d.C., sul sito di un precedente luogo di culto dedicato a Santa Maria dell’Assunzione, oggetto di venerazione per la presenza di un’immagine della Madonna, ritenuta miracolosa. Ogni anno la Basilica è sede della Perdonanza Celestiniana, Rito solenne riconosciuto nel 2019 Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco, che permette di varcare la Porta Santa della Basilica per ricevere l’indulgenza plenaria, così come voluto da Papa Celestino V. Scrigno prezioso di un insieme di stili frutto di fasi costruttive e restauri effettuati nel corso dei secoli, è caratterizzata da una straordinaria facciata interamente rivestita in pietra locale bianca e rosa, incastonata in un gioco geometrico che richiama la Fontana delle 99 cannelle. Eretta su progetto dell’architetto Tancredi da Pentima nel 1272, è situata in una delle zone più antiche il nome gli deriva dal numero dei getti d’acqua che partono da mascheroni lapidei, tutti diversi tra loro, e da semplici cannelle. 
Se il vostro desiderio di magnificenza non è ancora del tutto esaudito non vi resta che visitare la Basilica di San Bernardino, un monumentale complesso che si colloca fra le più importanti opere architettoniche realizzate durante la seconda metà del XV secolo. A rappresentare la ricchezza dello stile barocco è l’interno con la navata centrale coperta da un meraviglioso soffitto ligneo intagliato, dorato e dipinto (1724-26).

Proseguite ora con il MuNDA e il  MAXXI, per godere appieno dell’arte che questa città può offrirvi. Il primo è il Museo nazionale d’Abruzzo che ospita una selezione di opere artistiche che spaziano dal Medioevo all’Età Moderna. Il secondo è un connubio straordinario fra arte contemporanea e storia in uno degli edifici più importanti della città, un gioiello del barocco: Palazzo Ardinghelli.

La storia più antica è invece custodita poco distante dal centro città nei siti archeologici di Amiternum, Peltuinum, Aveia e la Necropoli di Fossa, testimonianza della presenza di importanti centri italici e romani della conca aquilana. Dopo questo pieno di arte e cultura, se avete bisogno di una pausa nel verde vi suggeriamo una visita al Parco del Sole, luogo in cui sorge un meraviglioso teatro all’aperto costruito ispirandosi ai colori e ai motivi del pavimento e dalla facciata della Basilica di Collemaggio. Una vera opera d’arte progettata dall’artista di fama internazionale, autrice di opere monumentali e di land art, Beverly Pepper.

La cucina tradizionale del territorio è nota per le sue ricette a base di legumi, la cui coltivazione, in particolare quella delle lenticchie, è già citata in documenti monastici antecedenti l’anno Mille. Straordinaria eccellenza regionale è il profumatissimo zafferano dell’Aquila DOP, considerato l’oro rosso d’Abruzzo. Se amate i sapori forti, dovete provare la Salsiccia di fegato aquilana e qualche fetta di Caciofiore aquilano, formaggio ovino a pasta molle dall’aroma inebriante, con sentori di carciofo ed erba dei campi. Il tutto accompagnato con del fragrante Pane Casereccio Aquilano, dall’odore penetrante e appetitoso, ottenuto da farina di ottima qualità e lievito madre naturale. Non lasciate la città senza un pizzico di dolcezza: il torrone tenero aquilano non ha eguali al mondo, creazione originale della famiglia Nurzia che ne conserva gelosamente la ricetta sin dai primi anni del ‘900.