Beni Culturali e Ambientali

Luco dei Marsi

By 30 Novembre 2023No Comments

In provincia dell’Aquila, non lontano dalle sponde di un lago che non c’è più, il Fucino, si estende un antico bosco dal fascino misterioso, che dovete esplorare.
Siete nel territorio di Luco dei Marsi, abitato ininterrottamente dall’Età del ferro fino al Medioevo, il cui nome ricorda la foresta in questione, il bosco sacro di Angizia (Lucus Angitiae) in cui sorgeva un santuario dove i Marsi “nella notte dei tempi” veneravano una dea, più maga che divinità. 

Percorrete in silenzio il sito archeologico, tra gli scricchiolii degli alberi e, nei giorni più umidi, il vapore opalescente della nebbia che si alza come fumo. C’è solo natura, ma natura magica per la sua bellezza, che stregò l’antico popolo in cerca della dea Angizia, divinità guaritrice, incantatrice di serpenti e sorella della più nota Circe.
Narra la leggenda che sapevano riconoscere il suo passo di danza, nei vapori sprigionati dal terreno ad alta quota, tra gli alberi e il cielo.

Passeggiate, sempre in silenzio, nella città santuario, nota in epoca romana come Anxa, che conserva ancora le tracce della cinta fortificata più antica, i resti protostorici di capanne e sepolture databili X sec. a.C. con tracce di muri di terrazzamento, cisterne, pavimentazioni stradali, resti di edifici in opera incerta e reticolata, sepolture.
Negli anni ’70, durante lavori di manutenzione dell’acquedotto, fu individuato il quartiere artigianale con botteghe con fornaci e un’area cultuale con ex voto fittili, ceramica a vernice nera e terra sigillata italica, databili tra il III e il I sec. a.C.

In epoca recente sono state inoltre rinvenute sul sito tre statue di notevole fattura, custodite presso il Nuovo Museo Paludi di Celano (attualmente chiuso).
Visitate nel centro, che subì gravi danni in seguito al terremoto del 1915, la parrocchiale di San Giovanni Battista, della seconda metà del ‘700, che custodisce due calici dorati di manifattura abruzzese del ‘400 e una ricca croce processionale del ‘500. 

Potete anche godervi, a sud di Luco, il parco Leonardo, dotato di sentieri per raggiungere i monti Longagna e Romanella e la grotta d’Orlando, una piccola cavità inclusa nel sistema carsico dei Centopozzi, mentre sul versante opposto sul monte La Ciocca è situata la grotta a doppia cavità detta “del Rimboschimento”. 
All’ora di pranzo, assaggiate il Panuccio, piatto unico realizzato con polenta di miglio o altri grani antichi, i ravioli di ricotta con tartufo e porcini, la salsiccia di fegato.

Cos’altro vedere:

  • La chiesa di San Sebastiano e convento dei Frati Cappuccini
  • La chiesa di Santa Maria delle Grazie
  • La chiesa di Sant’Antonio abate