Beni Culturali e Ambientali

Rocca Santa Maria

By 30 Novembre 2023No Comments

In uno dei lembi più frastagliati della provincia di Teramo, vive il borgo di Rocca Santa Maria, uno dei piccoli centri del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga

Un soggiorno da queste parte vuol dire verdi pascoli negli occhi, alture boscose come tetti, sorgenti di acque limpide dei torrenti Tordino e Castellano, che cantano al ritmo dei vostri passi, frutti di bosco da raccogliere e da gustare a km zero, funghi come ombrelli, che impreziosiscono le ricette locali, aria frizzante e fresca anche d’estate, che “costringe” di notte a dormire con la copertina. 

Ma anche storie di vita da ascoltare e da leggere, come quella del Bosco Martese (secondo la leggenda consacrato al dio Marte e attraversato anche da Annibale): scenario della resistenza borbonica alle istanze unitarie e in seguito del cruento scontro che, nel 1943, vide opporsi partigiani e tedeschi.
La splendida vegetazione del bosco, oggi, è tutta da penetrare e da scoprire.
In pace. 

Provate a raggiungere con una bella sgambata la zona del Ceppo, frazione di Rocca Santa Maria, a 1300 metri di altitudine: una tradizione meta per turisti, visitatori e locali, dove raccogliere nelle stagioni giuste fragole e funghi, al suono delle numerose sorgenti che prima di raggiungere il Fiume Castellano disegnano una meravigliosa scenografia di cascate e giochi d’acqua.

Fuori del borgo, sono i ruderi della chiesa di San Flaviano, probabilmente sorta nell’ultimo trentennio del 1200, che sorge su una cresta in posizione dominante e di vedetta rispetto al paese. 
E se siete appassionati del “turismo dell’abbandono”, cioè di luoghi dismessi e dimenticati, visitate i borghi “fantasma” di Serra, Martese, Tavolero, tre dei numerosi nuclei della regione, abbandonati nel corso dei secoli per questioni economiche e sociali.

L’appuntamento con i manicaretti del territorio è alfine giunto e prima di assaggiare i piatti della tradizione della provincia, date spazio alle tagliatelle ai funghi porcini, che parlano con maestria la lingua locale.
Date seguito alle danze con i maccheroni alla chitarra, leader della regione, che si prestano a qualsiasi tipo di condimento, anche se tra i più utilizzati in Abruzzo sono il classico sugo alle pallottine di carne, alle tre carni, con pomodoro e basilico, oppure con funghi e tartufi e persino ai frutti di mare.
Non dimenticate di assaggiare gli arrosticini, altra pietanza iconica della regione, le polpette cacio e uovo, lo spezzatino di cinghiale, l’agnello al forno con contorno di porcini fritti e arrosto.

Cos’altro vedere:

  • La chiesa di Sant’Egidio ad Acquaratola
  • I Mulini ad acqua