Beni Culturali e Ambientali

San Martino sulla Marrucina

By 30 Novembre 2023No Comments

Se siete appassionati delle terre abruzzese, conoscete sicuramente i “maccheroni alla chitarra”, che con gli arrosticini di pecora sono il ghiotto emblema della regione.
Non potete quindi mancare la visita al paese, che oltre 150 anni fa, secondo la tradizione, ha inventato l’attrezzo per confezionare questo tipo di pasta: San Martino sulla Marrucina, nell’entroterra chietino.

A quei tempi la chiamavano “chitarra-maccarunare”, il cui prototipo fu ideato dai “setacciari” del territorio (artigiani che andavano di casa in casa ad aggiustare gli attrezzi della civiltà contadina) grazie all’introduzione in Italia del filo d’acciaio o acciaioso, diffuso dai tedeschi. Il suo scopo era semplice: rendere più facile alle massaie il taglio esatto delle “tajarelle”.

Chiederete voi a ragione: “Ma perché si chiama chitarra?” 
Perché le corde d’acciaio fissate sul telaio di legno rettangolare (distanziate 2-3 millimetri per i maccheroni e dalla parte opposta 4-6 millimetri per le fettuccine), emettono delle vibrazioni che ricordano il suono dello strumento musicale.
All’inizio della storia, in realtà, l’utensile era chiamato “carratore per pasta” (in dialetto “lu carrature”), nome citato in un documento notarile pescarese del 1871, tra i tanti oggetti facenti parte del corredo di una sposa. 

Approfittate allora della visita al geniale borgo per acquistare uno di questi attrezzi, che hanno reso speciale e autentica la cucina abruzzese, e, una volta tornati a casa, potrete stupire amici e parenti con i vostri maccheroni.
Tranquilli, vi diciamo noi come fare: lavorate per 40 minuti la pasta ottenuta da un impasto di farina e uova (un uovo ogni etto di farina) e stendetela col matterello in modo da ottenere una sfoglia non troppo sottile da tagliare in rettangoli lunghi 60 cm circa e larghi circa 20. A questo punto premete sulla “chitarra” le strisce di pasta con il matterello fino a ottenere dei maccheroni, dall’aspetto di spaghetti a sezione quadrata, che scendono sul piano inclinato posto all’interno. 
Un primo di spessore, che assorbe qualsiasi tipo di condimento, come il classico sugo con le pallottine di carne, tra i più utilizzati in Abruzzo. 

Un giro in centro vi permette la visita alla bella chiesa di San Cristinziano, la principale di San Martino e la più antica, già censita nel XIII secolo. Come vi accorgerete, il monumento ha subito nel corso dei secoli tanti cambiamenti strutturali che gli conferiscono in realtà un aspetto barocco, con le volte affrescate dall’artista della scuola guardiese Palmerio, nel XIX secolo, e una croce processionale Tardo-cinquecentesca dell’artista Pietro Paolo Gallucci da Guardiagrele.

Se vi rimane ancora del tempo visitate anche le chiese della Madonna del Colle, del XIV secolo, di San Rocco e della Madonna del Suffragio, tutte corredate da statue e oggetti sacri di raffinata fattura. Pensate che uno di questi beni, una croce processionale del XVI secolo, viene custodito in un luogo segreto da un guardiano, che cambia ogni anno, ed esce alla luce solo per la processione del patrono.