Beni Culturali e Ambientali

Villaggio neolitico di Ripoli – Corropoli (Te)

By 4 Maggio 2021No Comments

Il Villaggio neolitico di Ripoli, lungo la strada che collega S. Egidio alla Vibrata ad Alba Adriatica,  è tra i più importanti della preistoria italiana.

Gli scavi iniziati dal 1870 hanno portato alla luce un villaggio neolitico che deve la sua fama alla fiorente lavorazione della pietra e della ceramica che qui si sviluppò e che diede il nome alla cosiddetta “Cultura di Ripoli”, una delle più importanti del periodo Neolitico. Il villaggio aveva una vocazione prevalentemente agricola, ma la popolazione era dedita anche all’allevamento del bestiame e alla tessitura. 

Dal 1960 a 1965 vennero individuate 22 capanne cinte da un fossato. Lo studio dei materiali provenienti dalle capanne ha consentito di cogliere li sviluppo del villaggio la cui vita ebbe la durata di almeno 500 anni con 3 tipologie di capanne (Ripoli I, II e III).

Ceramica comune, decorata con motivi geometrici,  reperti come cuspidi di freccia o punteruoli, pendaglietti e conchiglie di uso femminile realizzati in osso sono state rinvenute sia all’interno che fuori le capanne. Intensi erano i commerci praticati con gli altri siti posti sulla sponda opposta del Mediterraneo dove sono stati rinvenuti molti frammenti della produzione ceramica di Ripoli.

All’interno del villaggio è collocata anche la necropoli caratterizzata da grandi fosse comuni scavate nella ghiaia. Gli inumati, posti in posizione rannicchiata, richiamano l’immagine del feto nel grembo materno. Nel 1913 fu rinvenuta la tomba della donna con il cane: la defunta, rannicchiata, è affiancata dal cane sepolto ai piedi della padrona. Ciò attesta la pratica dell’addomesticamento degli animali già nel Neolitico.

Scavi realizzati nell’estate del 2011 hanno riportato alla luce resti di pasto dei primi gruppi di cacciatori-raccoglitori d’Abruzzo risallenti al Mesolitico (8500 a.c). 

E’ in allestimento il Polo culturale di Ripoli con parco archeologico e museo, dove confluiranno i reperti conservati per la maggior parte nel Museo Civico Archeologico “F. Savini” di Teramo.

L.T. 22-12-2020

foto: scodellone del 3.800 a.C. conservato al Museo Civico Archeologico “F. Savini” di Teramo, appartenente al nelotico finale di Ripoli II.