Beni Culturali e Ambientali

Vittorito

By 30 Novembre 2023No Comments

Amanti della natura, dei paesaggi e dei maestosi silenzi, non lasciatevi sfuggire Vittorino, in provincia de L’Aquila: un “bocconcino” di borgo ricco di boschi, con un vasto panorama che abbraccia le Gole di Popoli, la montagna del Morrone allungandosi fino alla valle di Pettorano sul Gizio

Verde smeraldo è la pineta in cui il paese è immerso, a mezza costa del monte Castellano e nelle immediate vicinanze del fiume Aterno e della Riserva Naturale delle Sorgenti del Pescara, la cui visita dovete mettere in agenda. 

Un paradiso in terra, ideale per il vostro soggiorno all’insegna del relax, della pace, della tranquillità.

Raggiungete la parte più alta del borgo, con l’abitato di case-mura in pietra, che mostrano alcune facciate con bifore, e con una teoria di palazzetti che seguono l’andamento del colle; più in alto ancora, si elevano i ruderi del castello longobardo, la stessa rocca che secondo il Chronicon Casauriense, Vittorito possedeva nel periodo dell’incastellamento della regione, a partire dal 1076.

Visitate le chiese della Madonna del Borgo, che conserva preziosi affreschi e stucchi risalenti all’inizio del XV secolo, ma soprattutto il piccolo e prezioso monumento religioso dedicato a San Michele Arcangelo, costruito nel XV secolo in seguito all’ampliamento di una chiesetta più antica (IX-X sec.) a sua volta edificata su un tempio italico risalente forse al II secolo a. C. (di cui, fra arredi e paramenti sacri, fa bella mostra di sé un podio rinvenuto nel 1967).

All’interno, diviso in tre navate, potete ammirare il ciborio ornato con affreschi quattrocenteschi mentre numerosi frammenti di età romana posizionati nel monumento sono testimonianza del vicino sito di Corfinium, antica città italica, capitale del popolo dei Peligni.

In via San Sebastiano, trovate la chiesetta di San Rocco, eretta nel XVI secolo per voto al santo durante la peste, con la facciata che ricalca lo stile delle chiese aquilane, con un tardo portale romanico a tutto sesto, con la lunetta ornata da un fondo dorato in cui spicca, al centro, San Rocco e il cane.

Non può mancare sulla vostra tavola, a condire le pietanze, una bottiglia dell’extravergine del territorio, della varietà olivicola “rustica e gentile”, grazie a cui il paese è stato annoverato fra le città dell’olio iscritte alla prestigiosa associazione nazionale. 
Fatevi preparare una bruschetta con un filo della pregiata “bevanda”, elisir di lunga vita della dieta mediterranea, patrimonio dell’umanità, e godrete di tanta bontà.
Ma è solo l’inizio di una serie di manicaretti, tipici della regione, che v’illumineranno d’immenso. 

Cos’altro vedere:

  • La Porta da piedi
  • La chiesa di Santa Maria in Borgo (Madonna della Neve)